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ingresso agenzia di Moscova
L'ingresso dell'agenzia
L'agenzia affiliata Solo Affitti Pro Domo - Moscova, il cui civico dello stabile che la ospita è l'1 di via Varese, ha in realtà l'ingresso in via Volta, 2. Essa è immersa in una delle zone più belle e prestigiose di Milano, ricca di storia, arte e cultura. Per descrivere in modo esauriente e completo la zona (delimitata in home page con il colore azzurro) sarebbero necessarie troppe parole e commenti che non è il caso, in questa sede, approfondire per non tediare il lettore. Per rendere l'idea, tuttavia, di seguito elenchiamo alcuni monumenti o luoghi di interesse che la caratterizzano:

Il quartiere di Brera
Il quartiere prende nome da via Brera, che attraversa il settore del centro esterno a piazza della Scala, e dal palazzo della Pinacoteca, celebre per i dipinti di
La Pinacoteca di Brera
La Pinacoteca di Brera
Mantegna, Caravaggio e tanti altri. I personaggi e i locali che fin dall’Ottocento hanno gravitato attorno all’Accademia di Belle Arti hanno fatto di Brera uno dei quartieri più caratteristici della città. Tramontata l’epoca degli artisti bohémien, oggi il quartiere è diventato molto raffinato e le bettole da quattro soldi sono state sostituite da eleganti vetrine, soprattutto d’antiquariato. Gli appassionati del genere, tengano presente che la terza domenica del mese in via Fiori Chiari circa settanta bancarelle danno luogo a un mercatino dell’antiquariato che spicca innanzitutto per la cornice pittoresca. Come ulteriore nota d’ambiente si segnala il bar Jamaica, fondato nel 1921, noto come ‘il caffè degli artisti’ (oltre che dei giornalisti del Corriere della Sera), con tutti gli aneddoti e i cimeli che si possono ben immaginare.

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La chiesa di San Marco
Si trova nella piazza omonima posta alla confluenza delle vie Fatebenefratelli, Pontaccio e San Marco e situata ai confini del quartiere di Brera. Secondo la tradizione la chiesa è stata dedicata a San Marco per riconoscenza dell'aiuto prestato da Venezia a Milano nella lotta contro il Barbarossa ma le prime notizie certe risalgono al 1254 quando
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La chiesa di San Marco
Lanfranco Settala, Priore Generale degli Eremitani di Sant'Agostino, fece costruire una chiesa gotica a tre navate inglobando costruzioni precedenti. La struttura non subì varianti rilevanti sino al XVII secolo quando la chiesa, divenuta casa generalizia dell'ordine agostiniano, fu trasformata in forme barocche e divenne, dopo il Duomo, la più ampia di Milano.
Nel XVIII secolo, come ricorda una targa, Mozart giovinetto dimorò nella canonica per tre mesi,Sammartini vi fu organista. Il 22 maggio 1874 vi ebbero luogo i funerali di Alessandro Manzoni e, in quella occasione, venne eseguita per la prima volta la Messa da requiem di Giuseppe Verdi, che diresse egli stesso.

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San Simpliciano
La basilica è una delle prime chiese costruite a
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San Simpliciano
Milano. Fu Sant'Ambrogio a volerne la costruzione (IV sec.), che venne però terminata sotto il suo successore San Simpliciano, il quale vi fu sepolto. Nell'anno 398 la basilica accolse anche le reliquie di tre martiri: Sisinio, Martirio ed Alessandro.Dal IV secolo d.C. ad oggi, le strutture della chiesa hanno subito molte trasformazioni le più rilevanti sono quelle del VII e dell'XI secolo. All'interno, nella conca dell'abside, la grande Incoronazione di Maria, ad affresco, del Bergognone.La chiesa è legata alla memoria della battaglia di Legnano: le vetrate della facciata illustrano le Glorie del Carroccio.

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L'Ospedale Fatebenefratelli
San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano dal 1560 al 1584, constata che molti ammalati dimessi dagli ospedali cittadini ricadono nelle loro malattie per l’impossibilità di fare una adeguata convalescenza. Ritenendo suo dovere di pastore provvedere a tale situazione, progetta di fondare un “Ospedale dei Convalescenti” e realizza tutto ciò nel 1584, suo ultimo anno di vita. Il 22
ospedale Faatebenefratelli
Ospedale Fatebenefratelli
settembre 1588, è collocata la prima pietra dell’Ospedale per convalescenti che si vuole costruire completamente nuovo. L’area è con fronte sull’attuale via Fatebenefratelli, di lato all’odierna Questura, costeggiante Corso di Porta Nuova (allora strada nuova di Sant’Angelo) fino a quasi Via Moscova (allora stradone di Santa Teresa), confinando con l’orto del convento dei frati zoccolanti di Sant’Angelo. Il 5 febbraio 1599 è istituita la Farmacia dell’ospedale che viene aperta al pubblico nel 1637. Oggi l'ospedale è ancora molto importante, non solo per la città di Milano. Infatti con Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 18 luglio 1995 l’ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico è stato riconosciuto struttura di rilievo nazionale e di alta specializzazione, riaffermando, a maggior titolo, la sua parte integrante e significativa nel sistema sanitario di Milano mantenendo come sua finalità prioritaria la salvaguardia ed il miglioramento della salute della comunità milanese. Nel 1998, in forza dei provvedimenti legislativi di riforma delle strutture sanitaria, nasce l’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico, composta da:
  • Presidio Ospedaliero Fatebenefratelli e Oftalmico
  • Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni
  • Sei Poliambulatori Territoriali
  • Tre Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura
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Il Corriere della Sera
Aperture ad arco ribassato, paraste, fronde d'alloro e il
Il Corriere della sera
Il Corriere della Sera
monogramma del maggior quotidiano d'Italia compongono la massiccia fronte dell'edificio eretto nel 1903-4, al civico 28 di via Solferino, per ospitarne la direzione, la redazione e la tipografia. L'esperienza giornalistica di Beltrami (già direttore del "Corriere" nel 1896) si riscontra nella funzionalità degli interni, con il lungo andito su cui si affacciano gli uffici, tutti intercomunicanti; insolita è la scelta, da parte di un architetto tanto tradizionalista, del cemento armato. Nel 1960-65 Rosselli aggiunse alla fabbrica un piano e il corpo destinato alle rotative.

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Il Cimitero Monumentale
Realizzato tra il 1863 e il 1866. Il più rappresentativo e artistico dei cimiteri milanesi sorge a Porta Volta, ricco di opere d'arte come forse nessun altro cimitero italiano. Tra monumenti, statue, edicole e cappelle, hanno lasciato testimonianze significative di oltre cento anni
Cimitero Monumentale
Cimitero Monumentale
d'arte funeraria, scultori e architetti importanti quali Luca Beltrami, Mosé Bianchi, Medardo Rosso, Vincenzo Vela, Ettore Ximenes, Adolfo Wildt, Francesco Messina, Pietro Cascella, Giacomo Manzù. Sono qui sepolti cittadini illustri fra cui Arrigo Boito, Luigi Cagnola, Arturo Toscanini, Alessandro Manzoni, Salvatore Quasimodo, Carlo Forlanini, Carlo Cattaneo, Amilcare Ponchielli, Francesco Hayez. Le nuove integrazioni riguardano: Eugenio Montale, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Elio Vittorini, Luigi Barzini, Piero Bottoni, Luigi Veronesi, Guido Venosta, Angelo Salmoiraghi, Gino Alemagna, Angelo Motta, Ludovico Geymonat, Giulio Ricordi, Pietro Mascagni, Alfredo Pizzoni, Filippo Corridoni.

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Il quartiere Isola
L'origine del nome "Isola" risale al carattere di isolamento tipico della zona, che fin dal passato era separata dal resto della città da ferrovie e cimiteri. Un tempo, nella zona settentrionale di Milano, per "Isola" si intendeva una casa isolata. Infatti in origine il quartiere corrispondeva solo agli edifici identificabili coi numeri 10, 12 e 14 di via Borsieri (Il numero 10 è ad oggi demolito). Successivamente, in seguito dalla cacciata degli Austriaci del 1859, l'Isola venne denominata
Lapide a Garibaldi - via Borsieri 14
Lapide a Garibaldi - via Borsieri 14
"Garibaldi". Lo stesso Garibaldi, in piena dominazione austriaca, fu ospite dell'edificio di via Borsieri 14. L'episodio viene ricordato da un busto che, rimasto a lungo nel cortile del fabbricato, è ora conservato in un circolo. L'Isola Garibaldi è un quartiere storico di Milano caratterizzato da una forte identità che oggi non sembra essersi sopita nonostante i processi di trasformazione subiti. Nell'Ottocento è stato il rione dei "locch" (cioè balordi di ogni tipo) e degli ubriaconi di professione. In questo secolo si è trasformato prima in borgo di falegnami, arrotini e stagnari; oggi è un rifugio urbano per artisti ed artigiani d'arte (orafi, ebanisti, pittori, scultori, illustratori e fotografi), diventando la nuova "Brera" milanese, ma si sta caratterizzando anche per la presenza di numerosi locali - ristoranti, bar, paninoteche, pub,  etc. - (il più celebre è il tempio della musica jazz/blues - Blue Note di via Borsieri) che la rendono attraente per la nightlife. In una città che ha purtroppo cancellato gran parte della sua struttura, storia e tradizioni, l'identità e il senso di appartenenza rappresentano un valore prezioso che si può ancora ritrovare in questo quartiere insieme ai caratteri edilizi ed urbanistici tradizionali di Milano. All'Isola si può ancora vivere un'atmosfera di un piccolo paese pur rimanendo dentro una grande città come Milano.

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La Stazione Centrale
E' la principale stazione del capoluogo lombardo, la seconda d'Italia per flusso di passeggeri dopo Roma Termini nonché una delle principali stazioni ferroviarie d'Europa. Si tratta di un terminale ferroviario inaugurato ufficialmente nel 1931 per sostituire la vecchia Stazione Centrale (1864), che era una stazione di transito e non poteva reggere il nuovo traffico causato dall'apertura del Traforo del Sempione (1906). La stazione sarà l'unico punto d'incrocio della costruenda rete ad alta velocità (TAV), tra le linee Torino-Milano-Venezia, Milano-Roma-Napoli e Milano-Genova. La stazione è opera dell'architetto
La Stazione Centrale
La Stazione Centrale
Ulisse Stacchini, il cui disegno vinse l'ultima gara per la sua costruzione nel 1912. Il progetto era stato modellato sulla Union Station di Washington. La facciata è larga 200 metri e la volta è alta 72, un record quando venne costruita. Dietro alla facciata, parallelamente ad essa corre la "Galleria delle Carrozze". La stazione non ha uno stile architettonico definito, ma è una miscela di diversi stili, in particolare Liberty e Art Deco, ma non solo. Talvolta il suo stile viene definito Assiro-Milanese. È stata definita dall'arch. Frank Lloyd Wright "la più bella stazione ferroviaria al mondo”. Il Re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra della nuova stazione il 28 aprile 1906, prima ancora che venisse scelto un progetto. La costruzione iniziò nel 1926. A causa della crisi economica, durante la prima guerra mondiale, la progettazione procedette a rilento, e il progetto, piuttosto semplice all'inizio, continuò a cambiare divenendo sempre più complesso e maestoso. Le principali modifiche furono il nuovo disegno delle piattaforme ferroviarie e l'introduzione delle grandi arcate in acciaio, opera di Alberto Fava; lunghe 341 metri, ricoprono un area di 66.500 metri quadri. La costruzione riprese a pieno ritmo nel 1925 e il 1 luglio 1931 la stazione venne inaugurata ufficialmente. La stazione è attualmente interessata da importanti lavori di restauro e riqualificazione.

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Il Grattacielo Pirelli
Chiamato comunemente Pirellone, inizialmente edificato per la società di pneumatici Pirelli, è il palazzo che attualmente ospita la giunta, la sala consiliare e alcuni uffici della Regione Lombardia.
Il Pirellone
Il Pirellone
Realizzato tra gli anni Cinquanta e Sessanta del 1900 su progetto dell'architetto Giò Ponti, è una costruzione in cemento armato, alta centoventisette metri e presenta un'architettura improntata al razionalismo. L'edificio è uno degli emblemi della città e durante gli anni della costruzione era uno dei grattacieli più alti d'Europa; ancora oggi è il quarto edificio più alto d’Italia. Il Grattacielo ha subito interventi di restauro a seguito del tragico incidente del 2002, quando un aereo da turismo si schiantò contro la facciata all'altezza del ventiseiesimo piano.

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Il Nuovo Pirellone
Il progetto del Pirellone-bis avrà due torri in torsione, che si fondono insieme, poste al centro di una piazza coperta da vorticose nuvole di titanio. Il grattacielo sarà alto 160 metri e supera di 33 metri lo storico edificio progettato da Gio Ponti. Il complesso architettonico sarà realizzato in ferro e vetro, con andamento sinusoidale ed al centro vengono collocate le due torri che si fondono in un unico corpo. L’intervento si sviluppa su di un’area di circa
Il progetto del Nuovo Pirellone
Il progetto del Nuovo Pirellone
33.700 metri quadrati, posta tra la via Pola e la via M. Gioia. Con questo intervento inizia la trasformazione e riqualificazione urbana dell’area Garibaldi-Repubblica. In tale area sarà ospitato anche il nuovo palazzo comunale. Faranno da base al Pirellone-bis quattro fabbricati alti nove piani i quali dovranno assolvere alle funzioni culturali, di intrattenimento e di servizio della città. Inoltre saranno ospitati: un centro espositivo, un auditorium multifunzionale, un ufficio postale, una banca, una scuola materna e vari spazi di socializzazione, e di intrattenimento, compreso bar, caffetterie e locali di ristorazione. La torre invece ospiterà gli uffici amministrativi, direzionali, di rappresentanza ed uno spazio riservato alla Regione per promuovere le iniziative sociali. Gli ultimi piani del grattacielo saranno accessibili al pubblico, con un ristorante belvedere e una terrazza giardino.

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Il Progetto Porta Nuova
Rinasce una parte di Milano. Si chiama Porta Nuova. Un nome che già appartiene all’identità cittadina. Porta Nuova rianima uno dei cuori della città con energie straordinarie che contribuiranno ad alimentare l’operosità silenziosa di una città e di una regione da sempre capaci di eccellere anche in ambito europeo.
Il Progetto Porta Nuova
Il Progetto Porta Nuova
Porta Nuova accoglie la sfida di riqualificare un’area dismessa e degradata. I quartieri circostanti sono stati fonte di ispirazione e di un dialogo volto a ricomporre l’armonia e l’equilibrio delle architetture esistenti integrandole con i progetti per i tre quartieri: Garibaldi, Varesine e Isola. Un polo strategico nel tessuto urbano. Porta Nuova, attraverso la ricomposizione dei tre progetti Garibaldi, Varesine e Isola, si estende complessivamente per oltre 290.000 metri quadrati. La riqualificazione del tessuto urbano è il naturale sviluppo dei quartieri esistenti. E’ stato possibile così realizzare un sistema pedonale continuo, caratterizzato da aree verdi, piazze, ponti e un grande parco che può garantire un collegamento sicuro e facile tra i diversi quartieri. Ecco i numeri del progetto:

340.000 metri quadrati nel centro di Milano
Spazi pedonali per circa 160.000 metri quadrati         
Spazi culturali per circa 20.000 metri quadrati

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Fonti:
www.provincia.milano.it
http://it.wikipedia.org
www.imonumenti.it
www.turismo.comune.milano.it
www.milanomia.com
www.isolagaribaldi.it
www.porta-nuova.com
www.google.it
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